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Scicli, il nome.
Come la storia racconta, attraverso documenti di lontane epoche, o almeno da quel che si è estrapolato da essi, la parte sud orientale di quest'isola, la Sicilia, fu terra di popoli denominati Giganti, Sicani e Fenici. Questa piccola cittadina prese il nome in quel periodo, il nome di Sicolo e Scicli.
In alcuni documenti di ordine ecclesiastico si trovano accenni ad una Scicli con il nome di Sicla o Siclo. In documenti storici di carattere letterario e filosofico si trovano indicazioni come Sciclium, Siculum, Cicli, Scichali.

Comunque sia ciò che importa è che prima di Tolomeo questa città mantenne il possesso dell'antico nome Scicli e che poi nell'idioma latino fu detta Sciclis e Siculum. Da testi della vicina Modica si leggeva di una città a valle verso sud che prendeva il nome dal torrente che bagnava le sue terre. Da altri documenti si ricorda che il nome della città di Scicli si ebbe dal nome di una celebre ballerina, che si distingueva alle feste della città, conosciuta con l'appellativo di Sicla, e dunque Scicli.
Volendo ragionare e pensando che non la città dal torrente, ma il torrente dalla città abbia preso il nome Scicli, anche la storia della ballerina dovevasi ritenere simile e dunque Sicla da Scicli e non il contrario.
Ma non solo in testi, anche oggetti provano l'esistenza già del nome Scicli in periodo Greco e Romano. Questo viene testimoniato dalle varie medaglie, in gran parte dell'epoca Romana, di cui Scicli era una delle officine monetarie, come si legge dalle iscrizioni di esse in Greco e Latino (Siclis).
Comunque l'idea più credibile tra tutte sembra essere quella di Scicli, nome dato dal re Sicolo, il condottiero dei Sicoli che venne ad abitarla. Proprio il sito dove si trova Scicli è una sufficiente prova per dirsi edificata da Sicoli.
Lo Stemma di Scicli.
Per raccontare della nascita del simbolo della città di Scicli si deve fare un salto indietro fin all'epoca dei Sicani. In quel periodo che fu si dice che codesta città sia stata onorata dal passaggio, nelle sue terre, da Ercole. Si cercano approfondimenti in ogni direzione, comunque, per confermare la veridicità e la paternità di tali informazioni. Infatti, proprio in quel periodo, molte nazioni lo dicono loro o nelle loro terre. Non si sa dunque di preciso di quale Ercole si parla.
La storia porta alla luce diversi Ercole, dall'origine Egizia o medio orientale o da quella Greca, leggendaria, figlio degli Dei. Quello toccato alle nostre terre sembra assomigliare più a quest'ultimo che ad altri.
Da un passaggio obbligato per le vie che lo avrebbero portato a Pachino (in provincia di Siracusa), si trovò a stazionare qualche giorno proprio nelle vicinanze dell'attuale città, comunque sempre in territorio Sciclitano. Ospite questo che per lasciare un segno alla memoria dei secoli a venire, scolpì un leone con una corona ed effigi poco decifrabili su una lapide trovata nelle vicinanze della nota "Torre dei Tre Cantoni". L'effige reca il felino, simbolo di potenza legato ad Ercole, nell'atto di salire tre colline - i tre promontori della città - marchio questo portato a simbolo di Scicli fin dai tempo poco recenti al passaggio del noto eroe e marchio subito posto su bandiere e nei documenti navali delle navi che soggiornavano delle marine di Scicli.
Testimonianze del passaggio di Ercole si hanno anche nelle città di Camarina, Lentini, Argira e altre della Sicilia. Ne testimoniano questo la presenza di medaglie ed altri oggetti che portano le effigi dell'eroe scolpite in capo. Scicli adattò questo a simbolo, in memoria di quell'evento, fin ai giorni nostri come rappresentazione della città.
Gli eventi.
Dalle civiltà passate per queste terre agli anni di carestie e malattie si arriva fin nei secoli dal 1500 al 1700. Questi anni furono cruciali per la piccola città di Scicli. In via sparsa si può accennare agli anni di peste, che fecero decine di vittime tra la popolazione, agli eventi catastrofici come il tremendo terremoto del 1693 che, più di altri, lasciò segni visibili su popolazione ed edifici mai dimenticati negli anni. Gli anni di colera nel 1800, le alluvioni del 1600 fino all'ultima delgli inizi degli anni 90 completano il quadro degli eventi negativi citabili per dovere di cronaca.
Altri eventi, molto più importanti, riguardano invece la crescita vera e propria della città. Bisogna tornare indietro fin alla fine del 1800 per la creazione del Cimitero (1888), passando poi alla nascita dell'Ospedale "Busacca" (1900). Sempre all'inizo dello scorso secolo abbiamo la nascita dell' Acquedotto della città e nei primi anni il Municipio (1906). Poi di seguito venne istituita la Biblioteca Pubblica "La Rocca" (1912), la Fognatura (1920), e portata l'elettricità (1930).
Molto più recenti sono la presenza del primo ricevitore televisivo (1950) e del territorio della "foce del fiume Irminio" a riserva naturale(1985).
[Fonti Biblioteca comunale]
[Timbri e altri oggetti datati: "La Bancarella" di Aprile]
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